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Anestesia al parto
Il Servizio di Partoanalgesia fa parte del
Dipartimento di Anestesia Rianimazione e Terapia Antalgica
diretto dal dott. Luigi Giacopuzzi.
Il Servizio è attivo dal 20 gennaio 2005. Una equipe di medici anestesisti dell'ospedale assicura l'analgesia epidurale gratutita 24 ore su 24 per tutti i giorni dell'anno.
Nell'ambito del programma di assistenza alla gravidanza, il tema del controllo del dolore in travaglio di parto verrà affrontato in appositi incontri, nei quali un Anestesista fornirà tutte le informazioni riguardanti l'analgesia epidurale.
Sono incontri che consentono sia di illustrare in modo esauriente la tecnica, sia di rispondere alle varie domande, chiarendo eventuali dubbi, spiegare in modo chiaro i vantaggi, le indicazioni ma anche i rischi, le controindicazioni ed eventuali complicanze. L'incontro è inserito all'interno dei corsi alle partorienti organizzato mensilmente dal reparto di ostetricia.
Medico Responsabile Dr. L. Cappi Tel. 0456014556 luca.cappi@sacrocuore.it
Responsabile Ostetriche Sig.ra S. Speri savina.speri@sacrocuore.it
Ostetrica di turno Tel. 0456013358
Prenotazione visite presso Poliambulatori.
Entro il settimo mese di gravidanza le partorienti interessate a questa possibilità possono partecipare all'incontro con un medico anestesista che illustrerà la tecnica e consegnerà la modulistica.
Gli incontri hanno cadenza quindicinale.
Informazioni su date e orari: tel. 0456013358 - 0456014550.
Sede: Aula psicoprofilassi al parto Piano -1 dei Poliambulatori (Casa Fr. Nogarè).
Per tutte le partorienti che, una volta informate, vogliono usufruire dell'analgesia in travaglio di parto:
A 4-6 settimane circa dalla data presunta:
Visita anestesiologica con:
- raccolta questionario anamnestico
- controllo esami richiesti (emocromo, PT, PTT, Fibrinogeno, AT III)
- firma del consenso
- eventuali chiarimenti
Sede: Terapia Intensiva, 3° piano Ospedale "Sacro Cuore"
Orario: martedì e giovedì dalle ore 13,00 alle ore15,00
Prenotazione: presso Poliambulatori.
Modalità:
- Dal medico di base farsi prescrivere impegnativa per "visita anestesiologica";
- Prima della visita recarsi all'Ufficio Accettazione (piano terra ospedale "Sacro Cuore") per il pagamento del ticket;
- Salire al terzo piano dell'Ospedale, e suonare al citofono della Terapia Intensiva.
La nascita di un figlio è un evento emotivamente coinvolgente per la donna sia per le aspettative maturate nel corso dei nove mesi precedenti, sia per l'ansia legata al travaglio del parto.
Molte donne riescono ad affrontare serenamente il travaglio senza necessità di alcuna terapia o tecnica antidolorifica, per altre tuttavia il dolore e l'ansia possono impedire di vivere in modo sereno questo evento.
La partoanalgesia è una tecnica che sfrutta l'effetto specifico di alcuni farmaci per ridurre il dolore del parto.
Tale tecnica consiste nel posizionare, tramite un ago, un catetere nello spazio peridurale, attraverso il quale si somministrano anestetici locali ed analgesici che agiscono selettivamente sulle fibre nervose dolorifiche. L'effetto di questi farmaci è di ridurre il dolore delle contrazioni da parto, con trascurabili effetti sulle capacità di usare i muscoli e sulle altre forme di sensibilità. Durante il travaglio potrete così muovervi liberamente.
Per eseguire il posizionamento del catetere peridurale dovrete assumere una posizione (seduta o di fianco) tale da creare una grande C con la vostra colonna vertebrale, piegando la testa in avanti ed esponendo la vostra schiena all'anestesista che si troverà dietro di voi.
Dopo una anestesia locale cutanea l'anestesista, sterilmente, cercherà lo spazio peridurale con un ago e quindi posizionerà un cateterino. È attraverso questo cateterino che verranno iniettati i farmaci.
All'entrata in reparto, se avete deciso di partorire con l'analgesia e avete seguito tutto il percorso descritto, lo dovete comunicare all'ostetrica, che al momento opportuno avviserà l'anestesista. L'analgesia, infatti, inizierà solo quando esistono precise condizioni ostetriche, cioè un travaglio ben avviato con contrazioni uterine frequenti ed efficaci.
Al momento dell'ingresso in sala parto la vostra scelta deve essere chiara: se avete optato per non fare l'analgesia, un ripensamento successivo potrebbe essere tardivo e per i motivi di seguito elencati potreste non riuscire a ricevere l'analgesia.
Nel caso in cui l'anestesista fosse impegnato in altre situazioni di emergenza la partoanalgesia potrebbe essere ritardata ma verrà comunque assicurata.
Ci sono dei casi, fortunatamente rari, in cui non potrete ricevere l'analgesia.
Controindicazioni ostetriche:
- Precedenti interventi sull'utero (miomectomie, taglio cesareo )
- Nel caso in cui arriviate in sala parto con un travaglio così avanzato da essere in fase espulsiva.
Controindicazioni anestesiologiche:
- Alterazioni della coagulazione ( motivo per il quale sono richiesti esami del sangue di controllo)
- Sindromi settiche con febbre
- Gravi patologie neurologiche
- Presenza di patologie cutanee o tatuaggi nella zona di cute dove dovrebbe essere posizionato il catetere.
- Una non favorevole conformazione della schiena che può creare difficoltà nel posizionamento dell'ago e del catetere.
Come in tutti gli atti medici anche nell'analgesia del parto possono manifestarsi reazioni indesiderate, inconvenienti e complicanze legate alla tecnica della peridurale.
Tra gli inconvenienti e le reazioni indesiderate possono esservi
· comparsa di parestesie, cioè di scosse e formicolii al sacro e agli arti inferiori, blocco motorio( reversibile)
· comparsa di vertigini, brividi e prurito
· realizzazione di una analgesia monolaterale e non uniforme
· svuotamento vescicale difficoltoso
· febbre
Nel caso di analgesia inefficace (3%) o parziale è possibile la ripetizione della puntura e in casi estremi l'abbandono della tecnica.
Le complicanze della peridurale sono rare, la loro percentuale è bassissima, ma devono essere menzionate per una scelta consapevole:
- Cefalea. La sua frequenza è compresa tra lo 0,2% e il 4% dei casi. In genere si manifesta dopo le 24 ore dalla puntura peridurale in sede occipitale, compare in posizione eretta e scompare in posizione supina. Può durare circa una settimana. In alcuni casi vi possono essere associati, nausea, vomito, e disturbi visivi o uditivi. Il tutto richiede un prolungamento della degenza, riposo a letto, idratazione e somministrazione di farmaci antinfiammatori.
- Dopo il parto alcune donne lamentano dolori alla schiena e talvolta dolori di tipo sciatico e ciò, a volte, indipendentemente dal fatto di aver eseguito una peridurale. Nella maggior parte dei casi questi fenomeni sono legati allo stress cui è sottoposta la colonna vertebrale e i nervi della regione pelvica durante il travaglio e il parto.
-Solo raramente nel post partum un dolore limitato alla sede della puntura con una durata inferiore a tre, quattro giorni può essere attribuito alla tecnica epidurale.
Complicanze neurologiche maggiori:
Le segnalazioni di complicazioni neurologiche maggiori in donne che hanno partorito con la peridurale sono molto rare, con una incidenza variabile tra lo 0 e 1 caso su 6000. Esse sono:
- Lesioni temporanee o permanenti che possono dare disturbi della sensibilità sono rare. Possono svilupparsi paralisi temporanee agli arti inferiori causate da compressioni o stiramenti verificatisi durante le fasi del travaglio; tuttavia nella maggior parte dei casi regrediscono spontaneamente in pochi mesi.
- Può essere quasi del tutto escluso il verificarsi di lesioni dirette del midollo spinale, poiché questo termina in genere al di sopra del punto di iniezione.
- Ematomi, emorragie gravi ed infezioni a livello del punto di iniezione sono rari.
Modificazioni nell'andamento naturale del parto:
- L'analgesia del parto in genere abbrevia la durata della prima fase del parto favorendo la dilatazione del collo uterino.
- È invece accertato che la partoanalgesia può prolungare la durata del periodo espulsivo rallentando la frequenza delle contrazioni uterine e talvolta riducendo la forza della spinte volontarie.
- Nonostante ci siano stati in passato pareri discordi, sembra ormai accertato che il ricorso al taglio cesareo non è aumentato dalla partoanalgesia e nemmeno l' uso della ventosa.